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  Notizie dal mondo dei dating online in Italia

09 ottubre 2013

IL DATING 2.0: POTERE “D’ACQUISTO” AL FEMMINILE

 

Nonostante molti li abbiano dati per morti, sostenendo che il più grande (e gratuito) sito di dating al mondo sia ormai Facebook, i siti di incontri online, esplosi all’inizio del millennio e poi messi in ombra dall’avvento social network, stanno vivendo una nuova primavera.

Secondo uno studio della tedesca Metaflake, società che conduce ricerche di mercato per conto dei principali operatori del settore, in Europa oggi più della metà dei “single”, ovvero delle persone fra i 18 e i 65 anni che dichiarano di non essere in alcuna relazione sentimentale, hanno accesso regolare a Internet; e fra questi, uno su due naviga almeno mensilmente su siti di incontri.

Circa 32 milioni di europei, insomma, sono utenti di uno o più degli oltre 5.000 siti che formano l’offerta in tema di appuntamenti online, e il mercato potenziale continua a espandersi, con previsioni di crescita per il 2013 che arrivano fino al 10%.

Ma quali sono le novità che caratterizzano il Dating 2.0? La più evidente è di certo il passaggio della possibilità di scelta, che in alcuni casi diventa un vero e proprio “potere d’acquisto”, nelle mani delle donne. In questo ambito, il caso più chiacchierato degli ultimi mesi è sicuramente il controverso Adottaunragazzo.it, dove le “clienti” possono scegliere un principe azzurro fra gli scaffali, o meglio fra le schede prodotto, di un vero e proprio supermercato virtuale dove la “merce” è divisa in ironiche ma ben definite categorie come Palestrati, Nerd, Moustache, Orsi, Surfer, Chic e così via. Non mancano i riferimenti ai “prodotti locali” (gli uomini geograficamente più vicini), alle offerte speciali e addirittura ai saldi.

In Francia, dove è nato con il nome di Adopteunmec.com, il sito è un vero fenomeno, tanto che si stima che oltre il 10% dell’intera nazione abbia un profilo su di esso, e in Italia, a meno di un anno dal lancio, ha già 80.000 visitatori unici al giorno. La più probabile ragione di questo successo è che a differenza di quanto accade sui siti di dating tradizionali, dove donne e uomini hanno a disposizione le stesse funzionalità, su Adottaunragazzo.it sono le donne a gestire tutto il processo di conoscenza: lui non può contattare lei fino a quando lei non sceglie di “metterlo nel carrello”; lei può “prenotare” lui per 24 ore, precludendogli così di essere contattato da altre clienti; lui, al massimo, può lanciare un “incantesimo” (l’equivalente di uno squillo telefonico o un poke di Facebook) a lei, per cercare farsi notare.

Insomma, le donne hanno piena libertà di curiosare e di scegliere senza obbligo d’acquisto, anzi con pieno diritto di reso: il “prodotto” non soddisfacente può essere restituito entro 15 giorni!

Adotta invece un modello simile a quello delle recensioni di Yelp o Tripadvisor la controversa app Lulu, per ora disponibile solo in inglese, che permette alle donne di esprimere giudizi, opinioni e consigli sugli uomini con cui si è uscite, identificandoli tramite il loro profilo Facebook, in modo totalmente anonimo e soprattutto, accessibile solo ad altre donne. Il lancio dell’app ha scatenato le immancabili polemiche sessiste, ma anche la protesta da parte degli uomini “recensiti”, che le sviluppatrici di Lulu hanno cercato di tranquillizzare con la nuova app LuluDude, grazie alla quale gli uomini possono moderare i propri profili, tenere sotto controllo cosa si dice di loro ed eventualmente, cancellarsi in toto dal database. “Lulu non è stata progettata perché le donne potessero vendicarsi dei torti subiti dagli ex, rovinandogli per sempre la piazza”, spiega l’ideatrice Alexandra Chong, “ma al contrario: ho creato questa app perché ho sempre pensato che diversi uomini con cui sono uscita in passato e che per me non avevano funzionato, potevano invece essere ideali per qualcun’altra”.

Insomma, l’era degli annunci erotici, dello speed dating e delle chat roulette, che quando non adeguatamente moderati, allontanano le donne invece che attrarle, sembrerebbe in declino, a favore di un universo degli incontri sempre più regolato dal “girl power”. Che probabilmente non è una novità, ma è semplicemente l’ammissione e l’esplicitazione, alla luce del sole, di un dato di fatto: nel dating, sia virtuale che reale, è sempre la donna a scegliere.

 

Fonte: repubblica.it

 

 
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