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11 dicembre 2013

Perchè gli uomini vanno a prostitute?
Sesso a pagamento: perchè gli uomini frequentano le prostitute

Nell’agosto del 1948, Lina Merlin, prima donna a sedere sui banchi del Senato Italiano, presentò un disegno di legge per abolire le case chiuse e – così almeno sperava la Merlin – la prostituzione. A quell’epoca esistevano in Italia 730 postriboli, i cui gestori pagavano allo Stato una regolare tassa di esercizio, mentre una “prestazione” costava al cliente tra le 50 e le 200 lire. La proposta della Merlin suscitò molto scalpore ed ebbe un decorso travagliato e lunghissimo, giungendo alfine in porto solo nel febbraio del 1958, con la promulgazione della Legge n.75, che sarebbe passata alla storia con il nome di Legge Merlin.

Una curiosità: l’effettiva entrata in vigore della legge era prevista per il 20 settembre, e l’ultima sera di apertura dei postriboli era quindi il 19. Un testimone romano raccontò ai giornali di come la sera del 20 settembre le strade fossero affollate di uomini con bottiglie di champagne tra le mani, per festeggiare degnamente l’addio. Ma era troppo tardi: le case erano già sbarrate e a loro non rimase che stappare le bottiglie in strada!

Questo “pezzetto” della storia italiana è ora solo un lontano ricordo, mentre drammatico e dilagante è tuttora il fenomeno della prostituzione nel nostro Paese, come nel resto del mondo. Esercitata non più in case chiuse legalizzate, ma in mille altri luoghi che solo ogni tanto la Polizia riesce a individuare, la prostituzione ha solo “cambiato volto”, diventando se mai ancora più feroce e violenta nei confronti delle donne che vengono sfruttate. Tramontati i tempi del bordello locale, o anche del quartiere a luci rosse, su Internet il sesso è diventato un vero e proprio business, con annunci e siti di singole prostitute ma anche di organizzazioni criminali che sfruttano sessualmente le ragazze, rese schiave con le minacce e la violenza.

Ma cosa induce un uomo a servirsi di umilianti prestazioni sessuali a pagamento?.Recentemente, uno scandalo ha coinvolto perfino alcuni agenti dei Servizi segreti americani al seguito di Barack Obama,  accusati di avere fatto ricorso a prestazioni di questo tipo durante un viaggio in Colombia.  Un’indagine effettuata da un istituto di ricerca londinese sulla motivazione che spinge gli uomini a frequentare prostitute ha rivelato che la motivazione più frequente è “soddisfare un impulso sessuale immediato”.

Altre risposte, di una sconcertante superficialità, sono state: “Vado con le prostitute perché con loro posso fare tutto ciò che si vuole”; “Viviamo nell’era del fast food, dunque è normale che vi sia anche il sesso veloce. Il corteggiamento di una donna è troppo costoso e impegnativo”; “In fin dei conti stuprare sarebbe peggio: così non si fa male a nessuno e non si rischia la galera”; “Il fatto che sia una cosa illegale rende tutto più eccitante”.

Un'ulteriore indagine, cui hanno partecipato anche Università Italiane, ha rivelato che gli uomini monitorati su Internet, e che cercano soprattutto tramite questo strumento i loro "contatti" con professioniste del sesso - scegliendo poi luoghi chiusi e riservati per gli incontri - hanno una scolarizzazione alta e sono quasi sempre single, mentre quelli intervistati sul campo, lungo le strade frequentate dalle prostitute, hanno in genere una famiglia alle spalle e una scolarizzazione più bassa.

Nonostante queste differenze di background sociale, gli appartenenti ad entrambi i gruppi confessano di cercare anche una sorta di affetto e comprensione nell’incontro, dicono di essere spinti dal bisogno fisiologico di sesso, visto come normale e pressante necessità maschile, e cercano comunque un rapporto che li metta in posizione di dominio, manifestando chiaramente una visione maschilista della vita e del mondo.

Alla domanda circa che cosa potrebbe dissuaderli  a ricercare sesso a pagamento, le risposte ineriscono poi soprattutto alla paura di essere scoperti e additati all'opinione pubblica come frequentatori di prostitute: “se rischiassi che il mio nome venisse inserito in un registro pubblico”; “se la mia foto e / o il mio nome venissero apposti su un cartellone pubblicitario, o su un giornale locale, o pubblicizzati su Internet”; “se venissero informati i membri della mia famiglia”.

Concludendo, gli uomini che hanno una certo tipo di frequentazioni non si sentono affatto in colpa, l'importante è ...che non si sappia in giro! Today.it

 

Fonte: cittaceleste.it

 

 
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