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I siti che il tuo capo vorrebbe bloccare
Una ricerca rivela quali sono i principali siti nel mirino delle aziende

Milano (15.11.2007) - I manager del settore tecnologico provano a bloccare l’accesso dei dipendenti a molti siti, a volte riuscendovi e altre volte no. Per evitare che gli impiegati si distraggano eccessivamente o indulgano in cattive frequentazioni, ma soprattutto per tenersi lontani dai virus, dallo spamming o, ancor peggio, dai rischi finanziari legati alla sicurezza.

LA RICERCA - L’analisi è stata promossa da McAfee e condotta da ICM research su 1.049 professionisti IT (information technology) nel Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia, Austria e Svizzera. La Svezia è risultato il Paese più indulgente, con il 57 per cento dei capi che non limita l’accesso ai propri dipendenti, mentre il Regno Unito si è rivelato il Paese meno lassista in Europa, con solo il 28 per cento delle aziende che si astiene da queste politiche di vigilanza. Ma è ancor più interessante curiosare tra i siti più temuti e osteggiati da parte dei manager hi-tech: i siti di download musicale e quelli di incontri online, a pari merito, si aggiudicano la palma di luoghi virtuali più inibiti. Oltre un terzo delle società infatti ne impedisce l’accesso, mentre un quarto delle aziende ferma i siti dedicati alle comunità musicali online o quelli di video sharing, come YouTube. Solo il 21 per cento dei manager infine blocca i siti di social networking, come MySpace e Facebook, ritenuti comunque minacce abbastanza serie al pari di instant messenger e siti di posta elettronica, ma al tempo stesso difficili da inibire.

MOTIVAZIONI – Stupisce più di tutto il movente di queste politiche di controllo: i vertici sono soprattutto preoccupati delle minacce informatiche e molto meno delle divagazioni dei dipendenti. Il management motiva infatti il blocco di alcuni siti spiegando la preoccupazione rispetto a vari tipi di attacchi e trascurando il rischio (o la certezza) che gli impiegati perdano di vista i propri compiti scaricandosi l’album musicale o filtrando nel cyberspazio.

LAVORO E INTRATTENIMENTO - Toralv Dirro, manager della McAfee, ha commentato così la ricerca: «Il confine tra lavoro e intrattenimento sta diventando sempre meno marcato, ma questo non dovrebbe mai esporre le aziende al rischio. I professionisti IT hanno il difficile compito di trovare un giusto equilibrio tra le necessità di sicurezza aziendali e le necessità dei dipendenti. Stabilire delle policy di corretto utilizzo in azienda ed educare le persone sulla navigazione sicura a questo tipo di siti rappresenta l’alternativa più realistica». E tra i tanti professionisti seri che si preoccupano di gestire questo equilibrio fondamentale per la salute dell’azienda, forse si insinua anche qualche capo che abusa di questo potere di sorveglianza. Ma questo è un altro discorso.

Fonte: corriere.it

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